Il termine allude ad una pratica di marketing, tutt’altro che genuina, di sposare una causa femminista nella promozione di un prodotto o servizio con lo scopo di acquisire l’interesse dei consumatori.
Fu la Breast Cancer Association, nella figura di un suo membro storico, Barbara Brenner, a coniare il termine Pinkwashing per smascherare le campagne pubblicitarie e le azioni di marketing di alcuni brand.
La propria Brenner ideò anche una campagna nel 2002 dal nome di “Think Before You Pink” per indurre i consumatori ad approcciarsi in modo più critico e consapevole verso questo tipo di operazioni di marketing.
