Quest’anno MSCI ESG ha analizzato i principali trend del 2023 chiedendosi cosa potrebbe incidere in modo significativo sulle sfide e le opportunità delle aziende e quali trend potrebbero plasmare l’ambiente di investimento.
Cambiamento della governance
Oggigiorno è imperativo per le aziende valutare la propria leadership e governance. Coinvolgere amministratori con esperienza in temi di clima e dedicare del tempo alle questioni ambientali aiuterà le imprese ad affrontare il rischio di transizione climatica e a ridurre le emissioni reali. Inoltre è sempre più importante puntare sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione. I dati dimostrano che, in media, le società con almeno un amministratore donna hanno prestazione di gestione del capitale umano più elevate. Nei mercati sviluppati, con un’abbondanza di direttori con un’età media di 60 anni, bisognerà promuovere programmi di “onboarding” per massimizzare i contributi dei consiglieri più giovani.
Risposte alla regolamentazione
I cambiamenti nelle denominazioni e nelle etichette dei fondi ESG, con un obbligo di rendicontazione più severa e precisa, potrebbero significare per gli investitori decisioni più informate, ma anche una sfida per coloro che sono alla ricerca di un obiettivo ESG comune tra le varie giurisdizioni. Il miglioramento dei programmi di due diligence e di monitoraggio della catena di approvvigionamento delle aziende con un’elevata esposizione alla deforestazione saranno necessari per allinearsi con le nuove proposte di regolamento. I prodotti realizzati o basati su terreni che sono stati deforestati dopo la fine del 2019 non saranno più accettati nel mercato comune UE. Anche il mondo digitale presenta importanti sfide. Le aziende dovranno adattarsi velocemente alle nuove normative (Digital Markets Act (DMA) e del Digital Services Act (D SA) dell’UE) e agire per anticipare le possibili mosse di altre giurisdizioni. Il DMA si rivolge specificamente alle grandi aziende tecnologiche per aprire i loro ecosistemi “Walled-Garden” (piattaforme che limitano l’accesso degli utenti ai servizi concorrenti), facilitare le pratiche competitive e a garantire la trasparenza dei loro servizi pubblicitari. La DSA si pone come obbiettivo la gestione della disinformazione e i contenuti illegali sulle piattaforme rivolte ai consumatori.
Innovazioni nella catena di fornitura
L’innovazione delle catene di approvvigionamento passa attraverso diverse attività, coinvolgendo molte aziende, dal tessile all’alimentare. Nel mondo tessile è importante incentivare l’uso di cotone sostenibile e sviluppare fonti alternative di fibre sostenibili. Lo sviluppo di processi per riciclare gli scarti tessili post-consumo in nuove fibre è un obbiettivo importante per il 2023. In campo tecnologico bisognerà aumentare gli sforzi per estrarre metalli secondari dai rifiuti elettronici, rispettando le autorità di regolamentazione, così da aumentare l’accesso ai metalli fondamentali per le tecnologie di energia pulita. Questo porterebbe alla riduzione della dipendenza dell’estrazione mineraria da paesi esteri, riducendo nel contempo le emissioni. Bisognerà anche prepararsi alle opportunità emergenti verso le colture alimentari OGM, che unite all’adozione di un’agricoltura rigenerativa, potrebbero consentire di adottare cambiamenti nell’uso del suolo e nelle politiche agrochimiche. Tutti dovremo esercitare pressione includendo considerazioni etiche nella scelta dei prodotti, così da incentivare progetti focalizzati sull’uso di una blockchain per la supply trasparente e rintracciabile.
Vita lavorativa
Le comunicazioni ferroviarie dovranno migliorare, cercando anche di arginare problemi interni, quali una crescente ondata di scioperi sindacali causata da riduzioni dei pacchetti retributivi legate alla COVID-19 e pressioni inflazionistiche. Tutti noi dovremo impegnarci insieme per un’aria pulita. Non si può trascurare il fatto che anche le aziende che generano un inquinamento minimo possono essere colpite da un peggioramento della salute dei dipendenti o da difficoltà a trattenere i talenti nelle regioni inquinate. Bisognerà prestare sempre più attenzione ai nuovi vincitori e vinti. Un’inflazione molto elevata e il conseguente aumento del costo della vita hanno contribuito all’aumento della retribuzione oraria per i lavoratori, mettendo in seria crisi i settori caratterizzati da dipendenti legati a stipendi bassi (Es. la vendita al dettaglio, gli hotel e i ristoranti). Nel 2023, osserveremo come ulteriori cambiamenti nell’attenzione dei media possono fornire approfondimenti sulla percezione dei rischi ESG e sulle priorità di coinvolgimento degli emittenti evolvere in diversi mercati. Durante il 2020, l’eccesso di notizie relative al capitale umano è stato guidato direttamente dall’impatto di COVID-19, mentre le operazioni commerciali e il futuro del lavoro sono cambiati radicalmente.
Punti di svolta
Il 2023 sarà un anno importante per le obbligazioni verdi. Osserveremo se possono mantenere un percorso di crescita credibile di fronte a aumento dei tassi di interesse, riduzione dei premi sugli spread e crescenti preoccupazioni per il Greenwashing. L’ attenzione si focalizzerà anche sulla sicurezza energetica nazionale e del settore produttivo. Le continue interruzioni del mercato energetico incidono sulla transizione globale verso l’uso di energia pulita di diversi paesi e delle loro aziende. Nel 2023 osserveremo anche se il settore del nucleare, tornato alla ribalta negli ultimi anni, sarà in grado di gestire costi elevati, lunghi tempi di consegna dei progetti e i vincoli di manodopera. Esaminando gli attuali portafogli di brevetti delle società energetiche, si nota che sono ancora basati su un business tradizionale dei combustibili fossili e dei prodotti petrolchimici. Nel 2023, mentre le società energetiche cercheranno di continuare a beneficiare degli alti prezzi del petrolio, staremo a guardare cosa faranno con le loro casse piene di liquidità: raddoppiare i modelli di business esistenti o incanalarsi maggiormente verso investimenti in tecnologie pulite.
Nuove frontiere della misurazione e della trasparenza
Per le banche, le emissioni di gas a effetto serra (GHG) associate ai loro prestiti sono fondamentali per analizzare il rischio di transizione climatica. Fino a poco tempo fa, le stime e le divulgazioni erano limitate. Mentre in Europa le banche hanno già iniziato a segnalare le emissioni di gas serra associate ai loro libri di prestito, le banche nei mercati emergenti devono ancora seguirne l’esempio. Sarà interessante osservare, se la crescente pressione normativa e degli investitori avvertita dalle banche dei mercati sviluppati, sarà sufficiente affinché divulghino gli spread delle emissioni sui prestiti. D’altro canto le “emissioni assicurate” sono una novità su scala mondiale. Sarà quindi importante capire quali assicuratori globali agiranno per primi per misurare le loro impronte assicurate così da prepararsi a futuri requisiti. Dopo un anno di volatilità sui mercati, gli investitori devono affrontare la sfida per tenere conto delle emissioni finanziate associate ai loro portafogli. Potranno adottare nuovi modelli analitici per comprendere i cambiamenti delle loro emissioni e rimanere così allineati con i percorsi di decarbonizzazione a lungo termine. Nel frattempo, osserveremo quali aziende miglioreranno il loro gioco sugli obbiettivi climatici di fronte a quella che sarà una crescente pressione da parte degli investitori istituzionali che hanno i propri obiettivi net-zero in portafoglio da raggiungere.
Nuovi investimenti
Il 2023 sarà un anno interessante anche per l’industria siderurgica. Ad ottobre 2022, 17 aziende (51,6% del sottosettore Steel Global Industry Classification Standard (GICS©)92 nell’indice MSCI ACWI) avevano dichiarato il loro impegno a raggiungere l’azzeramento netto o la neutralità del carbonio entro il 2050 o prima. È un passo importante per un’industria che rappresenta circa l’8% delle emissioni mondiali di carbonio, ma permangono grandi ostacoli economici e tecnologici al raggiungimento di questi obiettivi. Anche altre industrie andranno incontro a profondi mutamenti. Si osserverà quali aziende investiranno in materie prime coltivate in laboratorio, considerando i potenziali benefici ambientali e sociali come motivo sufficiente per spendere, mentre l’appetito dei consumatori è ancora, per la maggior parte, da verificare. Il COVID-19 ha messo i magazzini in primo piano e al centro, con le parti interessate ad intensificare gli sforzi per gestire meglio i rischi ambientali e sociali dei loro portafogli. Vedremo quali nuovi leader nella bioedilizia emergono in mezzo a una confluenza di forze, tra cui il benchmarking delle prestazioni degli edifici, l’elettrificazione e la finanza incentivano la decarbonizzazione. Anche se il riscaldamento globale si limiterà a meno di 2°C, il mondo dovrà comunque affrontare un aumento delle condizioni meteorologiche estreme, come le ondate di calore, le precipitazioni intense e i cicloni tropicali. Con l’aumento dei rischi operativi e delle opportunità per chi fornisce soluzioni, vedremo quali aziende e investitori cercheranno un vantaggio adattandosi ad un clima in profondo mutamento. Nel frattempo, la nascita dei mercati del carbonio, che sono cresciuti fino a superare i 300 miliardi di dollari USA, sono entrati nel mirino di molti investitori. E, in effetti, abbiamo assistito alla nascita di un nuovo sottoinsieme di fondi che si concentrano specificamente sull’esposizione al prezzo del carbonio nell’ultimo anno. Nel 2023, vedremo se la novità dell’investimento in emissioni guadagnerà abbastanza slancio da influenzare la decarbonizzazione o se invece bisognerà aspettare.
Fonte: MSCI Inc.
